Archive for the ‘dalla Spagna’ Category

BERLUSCONI DEIXA’T PROCESSAR

10 febbraio 2011

Plaça Sant Jaume, diumenge 13 de febrer de 2011, a les 12 h.

Berlusconi, vés-te’n!

Les dones i els homes italians demanem la renúncia de Silvio Berlusconi al càrrec de cap del govern.

Volem que la llei (com ratifica l’art. 3 de la Constitució italiana) sigui igual per tothom, doncs exigim que el senyor Berlusconi es presenti en els propers judicis que l’esperan:

  • el 28 de febrer, judici per la compravenda de drets televisius (fons ilegals pels drets televius comprats pel grup Mediaset, del mateix Berlusconi);
  • el 5 de març audiència preliminar Mediatrade (apropiació indeguda);
  • l’11 març judici Mills (corrupció en actes judicials)
  • entre març i abril, juici per concussió i prostitució de menors

Tot això s’afegeix al vergonyós currículum judicial del cap del govern, ja acusat en una impressionant seqüència de judicis, dels quals -contrariament al que acostuma a declarar- practicament en cap cas n’ha sortit innocent.

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En aquest context de decadència de baix imperi i d’atac frontal a les condicions de vida i de treball de millons d’italians (educació, sanitat, jubilacions, drets sindacals, ofensa a la Constitució, etc.) el “boss” d’Arcore, s’atreveix a lluir les seves limitacions humanes i intel·lectuals amb declaracions lesives de la dignitat femenina, que acompanyen comportaments encara mes greus, susceptibles d’infracció de les lleis italianes sobre prostitució de menors.

Com a dones i homes italians, ens sentim profunament indignats i ofesos per l’imatge de la dona que aquest discutible personatge imposa com a model a les noves generacions, privant les dones de la seva dignitat i reduint-les a simple objecte sexual; com quan va invitar les joves a l’atur a buscar matrimonis de conveniència per tal de resoldre els seus problemas laborals, esborrant d’un cop amb aquesta humillant declaració, la seva preparació i les seves capacitats.

Per això, baixem al carrer, cansats que els delits i les limitacions del cap del govern, ens condemnin una vegada més a ser el país més atrasat d’Europa, terra d’acollida dels pitjors comportaments masclistes, racistes, mafiosos, corruptes, obtusament individualistes i egoistes. Prou d’ofenses a la nostra dignitat de dones i homes lliures i honestos.

Art. 3 de la Constitució Italiana. Tots els ciutadans tenen igual dignitat social i són iguals davant de la llei, sense distinció de sexe, raça, llengua, religió, opinions polítiques, condicions personals i socials.

BERLUSCONI DEIXA’T PROCESSAR

L’Italia pensa alla galera per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni di una indagine

24 maggio 2010

[El Paí s]

Carcere e multe per gli editori in caso di rivelazioni su conversazioni registrate dalla polizia. – Anche le fonti giudiziarie saranno soggetti a pene detentive. – Una legge simile avrebbe impedito in Spagna di indagare sul ‘caso Gürtel’

La Commissione Giustizia del Senato italiano, che sta votando i vari punti del decreto che formula nuove regole sulle intercettazioni telefoniche acquisite durante indagini di polizia o giudiziarie, ha appena dato il via libera a maxi multe fino a mezzo milione di euro per gli editori che ne pubblichino il contenuto prima dell’udienza preliminare. Un’altra parte del testo – che sarà approvata lunedì, quando riprenderà il dibattito in commissione – prevede pene ancora più severe per i giornalisti: fino a 20.000 euro e due mesi di carcere se pubblicano il contenuto di conversazioni registrate, e la sospensione temporanea del permesso di esercitare la professione. La multa può variare di 2.000 e 10.000 euro se quelli che vengono alla luce sono atti protetti dal segreto istruttorio. Ma la pena più grave sarà il carcere da sei mesi a un anno per coloro che pubblichino intercettazioni di cui è stata ordinata la distruzione o che risultino estranee alle indagini. Pene simili in Spagna avrebbero implicato l’arresto, per esempio, dei giornalisti de EL PAÍS che hanno indagato sul caso Gürtel.

I senatori uscendo dall’aula questa sera hanno dichiarato di aver dato il via libera al punto più controverso, ma qualche minuto fa è arrivata la smentita: il decreto Alfano (Ministro della Giustizia che ha preparato il testo) è ancora all’esame della Commissione, che al momento non è arrivata all’emendamento sui giornalisti. Nel paese transalpino il clima si inasprisce all’avvicinarsi della nuova norma. I sindacati dei giornalisti sono mobilitati da mesi. I magistrati antimafia temono di vedere pregiudicato il lavoro di anni. La comunità degli internauti lancia messaggi di indignazione e scoramento. Più di 76.000 persone hanno firmato una lettera a favore della libertà di informazione promossa da giuristi e costituzionalisti. Ciònonostante il Popolo delle Libertà, guidato dal Cavaliere, sta respingendo tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione, che definisce il nuovo decreto “legge bavaglio”.

Già approvate le pene per le talpe e le fonti anonime dei giornalisti. Chi fa filtrare notizie in relazione ad atti o documenti su cui il giudice non abbia tolto il segreto istruttori corre rischia da uno a sei anni di carcere. Lo stesso vale ovviamente per il giornalista, che dividerà la pena con la “gola profonda” che gli ha passato l’informazione. Se il fatto che si scopre e viene reso pubblico coinvolge agenti dei servizi segreti, la pena è di sei anni.

Non si potranno neanche fare registrazioni televisive di un procedimento senza che tutte le parti siano d’accordo. Basterà che un solo imputato neghi il consenso perché le telecamere restino fuori da un processo penale, magari rilevante per l’opinione pubblica, come quelli che si celebrano per fatti di mafia.

Un altro capitolo controverso del decreto che il Senato italiano sta approvando punto su punto è il cosiddetto emendamento D’Addario, cognome della prostituta Patrizia che registrò le sue conversazioni con Silvio Berlusconi. Ricche di commenti e dettagli sui suoi incontri sessuali, le registrazioni furono pubblicate sui giornali e trasmesse da radio e televisioni, scatenando prima dell’estate una sorta di Sexgate all’italiana. Col nuovo decreto il Cavaliere si mette al riparo: nessuno tranne la giustizia potrà registrare conversazioni senza che le persone coinvolte lo sappiano e diano il loro consenso. E la pena per chi lo farà potrà raggiungere i quattro anni.

Mancano 30 emendamenti all’aprovazione. E mancano poche ore perché il Governo tiri un profondo sospiro di sollievo. Probabilmente lunedì, in serata.

[Articolo originale “Italia estudia encarcelar a los periodistas que publiquen escuchas de una investigación” di Lucia Magi]

LO Sbarco E Confederación Sindical de Comisiones Obreras, a Barcelona

10 maggio 2010

La “Nave dei diritti” fará rotta verso Genova

8 maggio 2010

leggi articolo originale su Públic          

Lo sbarco’ ed AltraItalia sono iniziative di italiani di Barcellona per combattere la situazione del loro paese

Nel 1861 Garibaldi, l’eroe italiano per eccellenza, partì da vicino Genova con mille volontari diretti verso la Sicilia dei Borboni per liberare un Sud ancora da costruire. Il 25 giugno prossimo un migliaio di persone (per lo più italiani che vivono a Barcellona, ma anche un nutrito gruppo di catalani e di cittadini di altre nazionalità) salperanno da Barcellona diretti a Genova in un’azione simbolica, culturale, festosa, e soprattutto rivendicativa. Sarà la nave dei diritti, un’iniziativa denominata “Lo Sbarco” ideata da un gruppo di italiani che vivono a Barcellona, preoccupati di quanto sta accadendo nel loro paese.

Sarà un grido di aiuto e di solidarietà. “Il razzismo è in crescita, così come la prepotenza, l’arroganza, l’oppressione, gli affari sporchi, la cultura mafiosa… Cresce la cultura del favore, del disinteresse verso il bene comune, della competizione per i soldi, dell’interesse privato in tutti i sensi”.
La traversata sarà una festa con musica e attività di ogni genere. A Genova, gli italiani “di dentro” li riceveranno in cinque aree tematiche: lavoro, casa, istruzione, sanità e ambiente, diritti civili e cittadinanza. Centinaia di persone hanno aderito a “Lo Sbarco”. I premi Nobel Dario Fo e José Saramago, lo scrittore Antonio Tabucchi e il musicista Franco Battiato sono solo alcuni dei nomi conosciuti. Tutti sono d’accordo sul “costruire ponti e non muri” e sono decisi a non arrendersi: “Non siamo un partito politico, non siamo una fondazione, non alziamo bandiere, tanto meno bianche”.

Fuga di cuori

Simile a “Lo Sbarco” è stata creata un anno fa, sempre a Barcellona, “AltraItalia”, un’associazione con un migliaio di sostenitori a carattere più politico, per contribuire con nuove forze, idee e forme di mobilitazione al dibattito politico, sociale e culturale che si vive in Italia. L’obiettivo di “AltraItalia” è riportare l’etica al centro del linguaggio politico. Gli organizzatori considerano cha la situazione politica, sociale, culturale e morale dell’Italia sia alla base del fenomeno della fuga di cuori (oltre che di cervelli) che minaccia molti giovani italiani. L’Italia è, secondo loro, il caso patologicamente più grave di un malessere che interessa tutte le società occidentali. Di fronte al “grave deficit di democrazia” offrono uno strumento di discussione viva e di partecipazione che oggi “le organizzazioni tradizionali non forniscono”. Per “AltraItalia”, che si colloca nella tradizione della sinistra italiana, la crisi globale è un aspetto strutturale e non congiunturale del capitalismo. L’associazione si batte contro la criminalità organizzata, la violenza di genere, la cultura della paura e il patriottismo fondamentalista. Contro la gerontocrazia e la mancanza di trasparenza. Contro la privatizzazione della cultura, dell’ informazione, dell’istruzione e della sanità.

Per maggiori informazioni:
“Lo sbarco” e “AltraItalia”
www.losbarco.org
www.altraitaliabcn.org

LO SBARCO

7 maggio 2010

SOSTENUTO, TRA GLI ALTRI, DA :

ROBERTO SCARPINATO, LUIGI DE MAGISTRIS, HAIDI GIULIANI, ERRI DE LUCA, FRANCO BATTIATO, DON ANDREA GALLO, LELLA COSTA, MONI OVADIA, GIANNI BARBACETTO, EMILIO MOLINARI, I NO TAV, VITTORIO AGNOLETTO, PAOLO FRESU, BEPPE GRILLO, CLAUDIO CANOVA, DARIO FO,  SCIOPERO IMMIGRATI, PLINIO SAMPAIO, LAURA BALDO, SANDRO CERINO, GHERARDO COLOMBO, JOSE SARAMAGO, ASSOCIAZIONE NAGA, LAURA CURINO, IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA MAFIA, RETE SCUOLA SENZA PERMESSO, GIANNI CANOVA, VITTORIO VIVIANI, OTTAVIA PICCOLO, ROBERTO VECCHIONI, GENEVIEVE MAKAPING STEFANO RODOTA, ROSA CAÑADELL, FRANCESCO GESUALDI, MARCO ROVELLI,  MODOU GUEYE, PIERO RICCA …

LO SBARCO

Da Barcellona parte la nave dei diritti.

Un gruppo di italiani di coraggio hanno preso l’iniziativa.  Le notizie che giungono dalla democrazia Italia sono sempre più desolanti, quel che era uno stato di diritto si va via via trasformando in paese dei favori E NESSUN PARTITO POLITICO SEMBRA CAPACE DI FERMARE QUESTA TRAGICA DERIVA.

E LA NAVE VA : IL MANIFESTO

Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.

Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.

Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.

In Spagna,  negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.

Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.

Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.

E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.

Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova.

Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.

Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.

Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.

Creiamo ponti, non muri.

È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.

Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.

Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org

Scarica questo manifesto in pdf

   PRENDI IL BIGLIETTO

No Berlusconi-Day Barcelona.

7 dicembre 2009

Migliaia di cittadini Italiani sono scesi nelle piazze di tutto il mondo per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. 

A Barcellona è stato un evento straordinario.

(CLICCA SULLA FOTO PER VEDERE IL VIDEO)

2ooo cittadini italiani riuniti nel centro della città per festeggiare la ritrovata lotta comune, per chiedere  il rispetto dei fondamentali principi democratici del nostro paese.

In solo 4 ore  sono state raccolte 900 firme per l’appello di Roberto Saviano.

GRAZIE COMPAGNI E FRATELLI DI ALTRA ITALIA

Poetiche di resistenza e sogni di libertà

17 ottobre 2009

Concierto_homenaje_victimas_represion_franquista

Palazzo Sant Jordi ha accolto ieri notte il concerto omaggio Poetiche della resistenza, sogni di libertà, dedicato alle vittime della repressione franchista. L’atto organizzato dal Governo Catalano attraverso il Memoriale Democratico, ha potuto contare su Joan Manuel Serrat e Quico Pi de la Serra come artisti di spicco, oltre a L’Orfeo Catalano (Istituzione e scuola corale di riferimento per la cultura musicale catalana)

 

Quando ha attuato questa formazione, spontaneamente il pubblico si è alzato in piedi ed ha iniziato a cantare . E`stato emozionante vedere il direttore del coro, giunto il momento del Canto dei Falciatori, dirigere le circa 4800 persone che hanno assistito all’omaggio .

 

Oggi (15 ottobre 2009) il Governo Catalano celebrerà una riunione straordinaria nella quale chiederà formalmente l’annullamento del giudizio che ha condannato a morte il Presidente della Generalitat Luís Companys ; per farlo, si avvarrà nella nuova legge di memoria storica. Legge 52/2007 per la quale si riconoscono e si ampliano i diritti e si stabiliscono misure in favore di chi ha sofferto persecuzioni o violenza durante la guerra civile spagnola(1936-39) e la dittatura franchista (1939-1975).

“Il fascismo di Berlusconi è quello delle cravatte di Armani”.

15 ottobre 2009

Da El Pais

Saramago acclamato in Italia durante la presentazione del “Quaderno”, il libro rifiutato dalla casa editrice del “Cavaliere“.151_67

“Non ho alcun dubbio, Berlusconi vuole restaurare il fascismo in Italia”, afferma José Saramago. “Non è lo stesso fascismo degli anni trenta, fatto di gesti ridicoli come alzare il braccio. Comunque mantiene altri gesti ridicoli. Non sarà il fascismo delle camice nere, ma quello delle cravatte di Armani”.

È magro e fragile, parla con un filo di voce, però ha tirato fuori le forze non si sa dove ed è qui , in giro per l’Italia a presentare il suo libro Il Quaderno,  pubblicato dalla casa editrice Bollati Boringhieri.

Saramago è arrivato ieri a Roma partendo da Milano e prima è stato ad Alba, in Piemonte. Il pubblico si emoziona e irrompe con un applauso quando senza peli sulla lingua lancia improperi e accuse. “Berlusconi corrompe tutto quello che tocca”. “Berlusconi è patetico, ridicolo e volgare”. E ancora “Berlusconi dice sia  offensivo che una prostituta vada in televisione. E che vada nel letto del primo Ministro non lo è?”.

Saramago compie 87 anni il mese prossimo. Sa che questo viaggio sarà l’ultimo in Italia, ed è felice nel vedere che il suo spirito irriverente e le sue verità scomode siano riuscite a sedurre  un pubblico entusiasta.  “La gente vuole ascoltare queste cose. Non è vero che l’Italia è come Berlusconi”, racconta, seduto … nella sua stanza dell’Hotel Locarno a Roma … 

Martedì è  stato accompagnato nel teatro Parentini dal giornalista Marco Travaglio e dallo scrittore Marco Belpoliti. L’attrice Anna Galiena e  l’attore Alessandro Cremona hanno letto passi del libro. Prima ad Alba, più di mille persone hanno riempito il teatro municipale per ascoltarlo parlare del potere della parola. Questa notte, l’appuntamento è nel teatro Quirini Gassman.

“Questa accoglienza dimostra come non ci sia differenza tra la scrittura di un blog e la scrittura letteraria”, commenta. “Il libro è una raccolta di testi letterari d’attualità. Credo che al pubblico non interessi quel dibattito sull’immediatezza del giornalismo. Vogliono leggere cose di qualità e idee”.

IL Quaderno, un ripasso letterario dell’attualità mondiale scritto nel corso di un anno e mezzo nel suo blog (http://cuaderno.josesaramago.org), si è già collocato nella lista dei saggi più venduti, dopo che Einaudi, la sua casa editrice di sempre, ne declina la pubblicazione per gli epiteti che il Nobel del 1998 dedica a Berlusconi.

DARIO FO premio Nobel intervistato da EL Pais

21 settembre 2009

“Ha perso il senso della misura, è un caso clinico”da EL PAIS

“L’attore e drammaturgo Dario Fo non sopporta più la situazione. Parlando per telefono dalla sua casa di Milano, il Premio Nobel per la Letteratura del 1997  si avverte stanco ed esasperato dal berlusconismo, quasi prova vergogna per il suo paese  convertito nello zimbello del mondo, grazie – dice – agli spettacoli e alle bugie di un Presidente del Governo  completamente pieno di sé , che si sente sacro e intoccabile, e che ha perso definitivamente la testa.

D. Come definirebbe questa fase della storia d’Italia? 

R . Stiamo vivendo uno dei momenti più oscuri. Ogni giorno assistiamo a grandi avvenimenti. Questa settimana, per esempio, Berlusconi ha rappresentato un’opera buffa in televisione. Ha deciso di cambiare l’ ora e il giorno di due programmi di dibattito politico perché niente potesse disturbare il suo schow personale a Porta a Porta. Il risultato è stato che la trasmissione ha ottenuto l’audience più basso della sua storia. È un buon segnale . Dal tanto ripetere bugie incredibili la gente non gli crede più .

 D. Dice di aver mantenuto la promessa di consegnare in settembre le prime case alle vittime del terremoto.

R. Pura propaganda. Le case  consegnate lunedì sono state costruite dalla provincia di Trento e sono state pagate dalla Croce Rossa, lui ha voluto ingannare la gente. Arrivati a questo punto non resta che lasciarlo fare. È pieno di sé e della sua prosopopea, crede di essere sacro e intoccabile, ha perso completamente la testa.

D.  Pensa realmente questo?

R . Senza alcun dubbio, perché lo abbiamo visto e sentito proferire dalla sua stessa bocca : è malato di sesso, di erotismo e di desiderio di comando. Ha perso il senso della misura e insulta tutti, denuncia tutti è un caso clinico. Dovrebbe restare in una clinica e non al Governo. Sta rovinando le relazioni con i suoi alleati  e nonostante tutto dice di avere il 65% di popolarità, sebbene la gente cambi canale per non vederlo. I sondaggi sono la sua ultima fantasia. Deve commissionarne uno al giorno.

D . Come si spiega il fatto che i votanti cattolici resistano ancora?

R. Nemmeno la gerarchia della chiesa è credibile, ma la base cattolica è stanca e ha protestato in silenzio, hanno detto ai vescovi che non possono continuare a tacere. Con la scusa che lo stato Vaticano è uno stato straniero, non hanno preso posizione. Addirittura hanno accettato le dimissioni del direttore Dell’Avenire, e questo indica come siano complici.  Non possiamo dimenticare che ne va di mezzo il concordato fascista,  grazie al quale lo Stato versa denaro alla Chiesa.

D. Si parla di Caligola , di Nerone … A quale personaggio storico assomiglia Berlusconi?

R. Assomiglia a Sant’Ambrogio, il patrono di Milano. Visse in un periodo storico assurdo, un impero in via di distruzione. Ci sono imperatori che cadono e fuggono, e ci sono altri che tornano e si fanno eleggere dai votanti. Ora assistiamo ad un clima da fine dell’impero. Vediamo che ci sono gruppi nuovi che si stanno preparando per il futuro, assistiamo a ricatti…presto arriveremo al veleno.

D. Non crede piuttosto che il veleno stia fluendo già liberamente?

R. In alcuni casi si , ma ancora siamo nella fase della commedia, come abbiamo visto con la storia del Giornale (il quotidiano della famiglia Berlusconi) : il direttore precedente se ne è andato perché ha detto di non voler andare oltre, Berlusconi ha messo un altro al fronte,e quando questo attacca i suoi nemici Berlusconi dice di non centrare nulla… C’è una commedia di Glodoni, Il Bugiardo, che gli calza come un guanto. Sarebbe sufficiente  adattarla.”

GLI ITALIANI SANNO CHE ?

21 settembre 2009

Mentre l’impresario  Gianpaolo Tarantini (lo stesso con cui “l’utilizzatore finale ” ha  intrattenuto, secondo gli inquirenti , almeno 50 conversazioni telefoniche, lo stesso ricevuto a villa Certosa) viene arrestato con l’accusa di traffico di droga.

EL PAIS titola in seconda pagina ” L’Italia inizia a preparare il dopo Berlusconi “.

Il romanzo del leader con i votanti è terminato. I Partiti prendono posizione per il cambio di guardia.”

“Giovedì  durante il programma televisivo di dibattito politico Ballarò il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti (possibile successore di Silvio Berlusconi sul fronte del Popolo delle Libertà) … ha fatto un amplio elogio della propria saggia e prudente politica economica ed ha ovviato  qualsiasi riferimento al capo . . .  Dopo 18 mesi dalle elezioni vinte con ampia maggioranza …nemmeno i suoi ministri osano difendere in pubblico il capo di Governo… L’ex giudice  Antonio Di Pietro leader dell’Italia dei Valori … ha pronosticato ”  l’implosione è molto vicina, e Berlusconi cadrà come Saddam Hussein, alzando il dito e fingendo che non importa , che non è successo nulla ” all’invettiva ha risposto ieri il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Bruneta, socialista berlusconiano, che ha accusato (testuali parole)” l’élite di merda della cattiva sinistra, parassitaria, burocratica e editoriale” di essere sul punto ” di preparare un colpo di stato”. Del declino di Berlusconi non dubita più nessuno, né in Italia né soprattutto fuori…da quando sua moglie, Veronica Lario, ha denunciato al mondo intero le sue ossessive avventure sessuali con prostitute e veline, alcune di queste promosse a candidate del partito, la decadenza ed i nervi del primo Ministro non hanno fatto altro che crescere . ” È iniziata la fase finale del berlusconismo” commenta Giuliano Anselmi, presidente della Agenzia ANSA … Il problema è che nessuno sa dire quanto durerà questa fase… il programma  della RAI Porta a Porta del suo amico Bruno Vespa… ha raggiunto questa settimana uno squallido 13,5 di audience , induce pensare che molti elettori sono stanchi del miglior primo ministro italiano dei 150 di storia del paese…”

 Leggi l’intero articolo su El Pais 2 e 3 pagina!