Archive for the ‘dal mondo’ Category

Italia: Problemi nell’insabbiare le divergenze sull’ennesimo deplorevole scandalo

26 maggio 2010

[The Guardian]

Centinaia di funzionari governativi di alto livello, giudici e personaggi famosi che hanno recentemente ristrutturato casa tremano dopo essere stati indicati come presunti clienti di un costruttore sospettato di scambiare ristrutturazioni di abitazioni con grossi appalti di edilizia pubblica.

I nomi sono stati trovati dagli inquirenti su un elenco appartenente alla ditta edile di proprietà di Diego Anemone, che è stato arrestato col sospetto di aver corrotto dei funzionari per assicurarsi degli appalti, compreso quello per la struttura dove doveva svolgersi inizialmente il G8.

Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico, si è dimesso di fronte alle accuse di aver ricevuto da Anemone, oltre alla ristrutturazione del suo appartamento di lusso con vista sul Colosseo, una grossa parte dei soldi necessari all’acquisto. Un alto funzionario del ministero dei trasporti ha presentato le dimissioni.

Scajola ha dichiarato di non essere al corrente di alcuna assistenza finanziaria da parte di Anemone, che nega qualsiasi ipotesi di reato. Altri sospetti beneficiari della generosità del costruttore nominati dai giornali ncluderebbero poliziotti, agenti dei servizi segreti, preti, produttori televisivi e il regista Pupi Avati, che ha dichiarato di aver pagato tutti i lavori e nega di aver dato una parte in un film al figlio di un funzionario dei lavori pubblici per ricambiare il favore.

Malgrado abbia perso un Ministro nello scandalo, il Premier Silvio Berlusconi ha evitato di rivolgere i suoi soliti attacchi ai magistrati incaricati dell’inchiesta, forse avvertendo la rabbia davanti all’ultimo caso di corruzione in Italia.

“Se ci sono uno, due, tre casi di comportamenti illegittimi saranno i magistrati ad accertarlo” ha dichiarato Berlusconi, la cui residenza ufficiale a Roma si presuma abbia beneficiato della competenza di Anemone nelle ristrutturazioni. Mentre il Ministro della giustizia Angelino Alfano si rifiuta di stabilire un parallelo tra lo scandalo di Tangentopoli che distrusse il sistema politico nei primi anni ‘90, il quotidiano La Stampa ha riferito che potrebbe emergere un’inedita lista di Anemone in cui compaiono i nomi di politici di rilievo.

Anemone, scarcerato ma ancora inquisito, è stato arrestato la prima volta a febbraio nell’ambito di un’indagine sugli appalti truccati dall’agenzia per la protezione civile. Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha respinto le accuse dei magistrati secondo le quali avrebbe usufruito delle prestazioni di una prostituta pagata da Anemone, ma ha ammesso che il costruttore abbia lavorato su terreni di sua proprietà.

[Articolo originale “Italy: Trouble papering over the cracks of yet another sleaze scandal”]

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Una scultura da sogno di Silvio Berlusconi

27 aprile 2010

Una colossale statua iperrealistica di Berlusconi dell’artista australiano Ron Mueck può diventare realtà se il ministro italiano per i Beni Culturali Sandro Bondi ottiene il permesso. Bondi, ex comunista e ministro ben pagato nel governo Berlusconi, ha cantato le lodi del genio di Berlusconi come un Virgilio. E nell’ultimo numero de Il Giornale dell’Arte racconta il suo sogno: realizzare a Roma un museo che sarà chiamato Berlusconiano. All’inizio si era deciso di usare il monumento Vittoriano di Piazza Venezia, ma poi la scelta è ricaduta spontaneamente sul museo Maxxi di Zaha Hadid, appena costruito. “Chi è più Maxxi di Silvio, in Italia?”, sembra aver detto Bondi. Il museo, dedicato a Berlusconi per l’Italia della libertà dovrebbe essere costituito da più sale, nelle quali i visitatori seguirebbero il percorso verso il potere del capo del governo. Vengono presentati, nell’ordine, la sua notevole carriera come imprenditore edile negli anni ’60, con sontuose piante di Milano 2 e 3, la sua carriera come industriale, con l‘azienda Fininvest che ha costituito le fondamenta dell’enorme fortuna di Berlusconi, l’impero mediatico Mediaset che attualmente controlla gran parte della televisione e dei quotidiani. Come sovrintendente del museo, Bondi ha già designato il conservatore critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi. Come controparte del museo, dall’altra parte del Tevere ci sono il Foro Italico e lo Stadio dei Marmi, in cui alcune delle statue di Mussolini lasceranno lo spazio a illustri giocatori della squadra di Berlusconi, il Milan, come Beckham, Kakà e Gattuso. “Ci saranno giochi e feste, che chiameremo Berlusconiadi” riferisce Bondi. Visitatori da vicino e da lontano verranno sedotti da statue di cera degli amici politici di Berlusconi: Bettino Craxi, i politici Dell’Utri e Previti che entrano ed escono dal carcere, Putin, Bush, Gheddafi e altri. Bondi prevede che il Berlusconiano diventerà il museo più visitato d’Italia. Per ciascuna delle sale, Bondi è ora impegnato nella composizione di un’ode, che nel complesso costituiranno un poema dal nome Berlusconeide o Silveide, ispirato al poema epico nazionale romano Eneide. Gli inni veranno stampati dalla Electa, che appartiene alla casa editrice Mondadori posseduta e controllata da Berlusconi. Bondi rivela che l’idea più grandiosa sarà una sala enorme con un acquario che rappresenterà il mar Mediterraneo, sormontato da un ponte che lascerà intuire il collegamento al progetto che Berlusconi non ha ancora realizzato, il ponte sullo stretto di Messina lungo 3,3 chilometri. Da lì i visitatori accederanno ai vari saloni espositivi. Nel centro della piscina si ergerà una colossale statua di 10 metri sul modello del Pensatore di Rodin, ma senza la sua espressione meditabonda. Sarà invece un Berlusconi sorridente che felicemente adesca anime umane. Sogno o incubo? Il caporedattore de Il Giornale dell’Arte ha ovviamente inventato una favoletta, tuttavia con forti riferimenti alla realtà.

[Articolo originale “Silvio Berlusconi en drömskulptur ” di Anna Brodow Inzaina ]

Silvio Berlusconi intende cambiare la Costituzione per ottenere maggiori poteri

24 marzo 2010

[The Times]

Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, ha intenzione di indire un referendum per cambiare la costituzione in modo da ottenere maggiori poteri come “presidente direttamente eletto”.

Rivolgendosi ai sostenitori del proprio partito, il Popolo delle Libertà (PdL), durante una manifestazione tenutasi a Roma, Berlusconi ha dichiarato di progettare una “grande, grande, grande riforma” nei restanti tre anni del mandato. Il premier vuole riformare il sistema giudiziario che, secondo quanto denuncia, è a lui ostile, diminuire il numero dei parlamentari e senatori e indire elezioni dirette per il capo dello stato, a cui attribuire maggiori poteri.

Il presidente è attualmente eletto dal Parlamento e ha poteri limitati. Berlusconi non si proclama futuro candidato, ma la stampa italiana lascia presagire chiari segnali della sua forte convinzione populista. Il Premier pensa che il “popolo” lo sosterebbe nonostante le “bugie” diffuse dai “magistrati e dalla stampa”.

Gli esponenti del PdL hanno dichiarato che oltre un milione di persone hanno partecipato alla manifestazione di Roma, uniti dal motto “L’amore vince sempre sull’invidia e l’odio” direttamente dalla colonna sonora di Star Wars. Ma, secondo le stime della polizia, i manifestanti erano 150.000 – pochi rispetto alla folla accorsa alla manifestazione anti-berlusconiana organizzata dal centro-sinistra la settimana precedente.

Secondo recenti sondaggi i consensi nei confronti di Berlusconi sono scesi al 44% dal 62% di un anno e mezzo fa, quando venne eletto per il suo terzo mandato. La scorsa settimana il Presidente del Consiglio si è rivolto a una sala mezza vuota durante una manifestazione elettorale a Napoli.

La posizione di Berlusconi potrebbe subire un ulteriore duro colpo se gli elettori del centro-destra si astenessero dal voto nelle 13 regioni il prossimo fine settimana, dopo il pasticcio creato dal PdL per la registrazione dei candidati nella regione Lazio, sede della capitale. Non hanno, infatti, consegnato in tempo le liste perché i responsabili della consegna hanno ritardato per mangiare un panino. A questo si è aggiunta la questione della validità delle firme della lista del PdL nella regione nativa di Berlusconi, la Lombardia.

Inizialmente il Presidente del Consiglio si è rivolto ai suoi definendoli “idioti”, ma poi ha accusato la sinistra di essere l’artefice di “sporchi trucchi”. Pier Luigi Bersani, a capo del Partito democratico dell’opposizione, ha dichiarato che Berlusconi è sempre più “nervoso” perché “sa che la corrente sta girando”.

Renato Mannheimer, il maggiore studioso di dati statistici dell’Italia, ha affermato: “Gli elettori del centro-destra sono disorientati e hanno perso fiducia nei loro leader che considerano disorganizzati”.

I magistrati stanno indagando su Berlusconi per abuso di ufficio, in seguito alle intercettazioni telefoniche da cui è emerso il tentativo di imbavagliare le critiche diffuse dalle trasmissioni televisive e dai telegiornali non solo nelle sue reti “Mediaset” ma anche nei programmi RAI, la rete pubblica.

Alla manifestazione di Roma, fuori dalla Basilica di San Giovanni Laterano, Berlusconi ha dichiarato che “i giudici e i comunisti” hanno architettato “un’inchiesta sul nulla basandosi sulle intercettazioni di alcune mie telefonate”. “Volete delle intercettazioni su tutti e tutto? Volete essere spiati anche in casa vostra?” ha chiesto alla folla che ha risposto “No”. “Noi non andiamo spesso in strada ma è assolutamente necessario difenderci dagli attacchi della sinistra e dai suoi magistrati”, ha proclamato Berlusconi ai suoi sostenitori. “Siamo qui per difendere il nostro diritto al voto. Con voi, l’amore e la libertà vinceremo”.

I ministri e i candidati del PdL hanno partecipato alla manifestazione di Roma. Tuttavia, Gianfranco Fini, il Presidente della Camera e co-fondatore del partito – che ha preso le distanze dal Presidente del Consiglio ed è considerato più come suo avversario – non vi ha preso parte, dichiarando che i propri incarichi istituzionali glielo avevano impedito. Ha intenzione di lanciare un nuovo movimento a maggio, chiamato Generazione Italia.

[Articolo originale “Silvio Berlusconi to push for change to Italian constitution for greater powers” di Richard Owen]

IL MOMENTO DI DIRE ADDIO

7 dicembre 2009

  Tratto  da Italia dall’Estero

La carriera politica di Silvio Berlusconi è in bilico. Dovrebbe andarsene.

Persino per i suoi standard, questa è stata una brutta settimana per Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio italiano. Il tribunale ha chiesto una fideiussione per il pagamento di una multa enorme che pesa sulla sua società Fininvest, per l’acquisizione nel 2000 della Mondadori, la casa editrice più grande d’Italia. Sua moglie, Veronica, cerca di ottenere un lauto assegno di divorzio. Il processo in cui è accusato di aver corrotto un avvocato inglese, David Mills, è ripartito dopo che la sua immunità è stata annullata. Sono emerse nuove accuse che testimonierebbero alcuni suoi precedenti rapporti con la mafia. Questo fine settimana è stata organizzata a Roma una manifestazione di protesta intitolata “No Berlusconi Day”. Berlusconi ha fatto della sopravvivenza politica un’arte, ma anche lui ora sembra essere in difficoltà.

Il punto di vista di “The Economist” su Berlusconi è rimasto invariato. Abbiamo criticato la sua entrata in politica nel 1993-94. Nel 2001 abbiamo detto che era inadatto a governare l’Italia. Nel 2006 abbiamo consigliato gli elettori italiani di dire “Basta!” al suo governo. Li abbiamo esortati a sostenere l’avversario di centro-sinistra nel marzo 2008. Eppure siamo stati cauti nell’unirci al coro di estesi e pruriginosi articoli su una sconcertante serie di scandali sessuali che quest’anno ha travolto il 73enne Presidente italiano. Preferiamo giudicarlo su due questioni più sostanziali: il conflitto di interesse tra la sua attività economica e politica, e i risultati prodotti dal suo governo.

Gli eventi di questa settimana hanno gettato una luce oscura sulla prima di queste due questioni. La riesumazione di vari casi giudiziari che coinvolgono direttamente lui o dei suoi collaboratori, oltre a una serie di altre attività economiche e questioni giudiziarie, distraggono lui e il suo governo da altre responsabilità. Il danno è evidente. Con la crisi finanziaria e la recessione, l’attenzione si è spostata dalle difficoltà economiche dell’Italia alla situazione in cui si trovano paesi come la Grecia. Eppure, sebbene l’ammirevole piccola imprenditoria del nord sia fiorente, l’intero paese è ancora molto indietro. Quest’anno al terzo trimestre il PIL ha avuto il calo maggiore della media dell’euro-zona, e si prevede una caduta di quasi il 5% nel 2009, un calo sostanziale come in ogni altro grosso paese dell’Europa occidentale.

Il governo Berlusconi è stato incredibilmente tardivo nel reagire a questa situazione. Per molto tempo il Presidente ha negato che l’Italia sarebbe entrata in recessione. Ha usato la grave situazione finanziaria come pretesto per giustificare incentivi fiscali italiani molto inferiori rispetto ad altri grandi paesi. A differenza di alcuni coraggiosi capi politici, ha anche trascurato di promuovere il tipo di riforme economiche necessarie per ripristinare la competitività del paese, che si è fortemente deteriorata nei confronti della Germania. L’Italia resta troppo regolamentata e si piazza molto male nelle classifiche internazionali su temi come la facilità di avviare un’impresa, la diffusione della corruzione, la quota d’investimenti nella ricerca e la qualità dell’istruzione.

Nel suo terzo governo Berlusconi ha perseguito una politica estera eccentrica, non allineata a quella degli altri paesi occidentali alleati dell’Italia. Ha stretto legami con la Russia di Vladimir Putin e con la Libia di Muammar Gheddafi con l’intento di perseguire gli interessi energetici italiani (questa settimana è stato in Bielorussia, dove si è intrattenuto con un altro dittatore, Alyaksandr Lukashenko). Sotto la presidenza di Berlusconi l’Italia continua a giocare un ruolo di secondo piano nell’Unione Europea e nel resto del mondo.

Vai, vai, Silvio!

Anche grazie alla sue macchinazioni, non vi è un naturale successore che possa prenderne il posto, se Berlusconi abbandona la politica. Alcuni suoi sostenitori dicono che è meglio restare con lui, perché l’alternativa sarebbe il caos. Eppure l’Italia ha altri potenziali capi: Gianfranco Fini, nel suo stesso partito, che complotta apertamente per spodestare Berlusconi, Pier Ferdinando Casini, al centro, che si è tenuto fuori dal terzo governo Berlusconi, ma anche il nuovo capo di centro-sinistra, Pierluigi Bersani, che ha spinto in direzione delle riforme durante il governo di Romano Prodi.

Uno di questi verrebbe sicuramente fuori, se solo Berlusconi decidesse di andarsene. Chiunque sia potrebbe anche completare la trasformazione del paese, che Berlusconi ha bloccato quando negli anni ‘90 è entrato in politica. L’Italia starebbe meglio se ora il cavaliere galoppasse fuori dalla scena.

Articolo originale “Time to say addio”

DI COSA NON SI PARLA

20 agosto 2009

Tratto da ITALIADALL’ESTERO (clicca per leggere più articoli)

L’omerta’ dopo il terremoto 

Articolo di , pubblicato venerdì 14 agosto 2009 in Olanda.

Per Antonietta La Fratta il terremoto di settimana scorsa in Abruzzo e’ stato un grande déjà-vu. La sessantanovenne ride timida mostrando il suo unico dente. Ho dovuto piangere molto. Per giorni ha rivissuto davanti alla televisione nella sua baracca il terremoto di sette anni fa.

Il suo villaggio, San Giuliano di Puglia, fu colpito il 31 ottobre del 2002 da un forte terremoto. La scuola elementare locale fu distrutta, 27 bambini e una insegnante vi rimasero uccisi. La casa di Antonietta ne fu gravemente danneggiata. 2.500 Persone persero la casa nei 14 villaggi colpiti.

Gli abitanti di San Giuliano e dintorni, nella regione Molise, sanno cosa aspetta i 20.000 sfollati un po’ piu’ a nord, in Abruzzo. C’è poco da stare allegri. A San Giuliano non ne parlano volentieri. Qui impera l’omerta’, dice il nipote di Antonietta, Michele (31), dopo aver chiuso la porta del loro chalet. Parlare e’ morire, ci dira’ successivamente un altro giovane. La gente ha paura del sindaco. Lui si occupa dei soldi della ricostruzione. Un terremoto e’ come una guerra, dice Michele. C’e’ chi diventa ricco e chi perde tutto.

Gli italiani hanno la sfortuna che la loro terra viene regolarmente colpita da devastanti terremoti. Di volta in volta, al terremoto seguono rivelazioni su norme non rispettate, carenza di prevenzione, materiale di costruzione inaffidabile, carenza di manutenzione, amministratori che negano responsabilita’ e si accaparrano il denaro pubblico. Le fondamenta del moderno stato democratico di diritto sembrano cedere alla stessa velocita’ dei muri e dei tetti di scuole, ospedali e chiese antiche.

Dopo un terremoto, il rischio di saccheggi su larga scala e’ enorme, spiega Mario Baldassarri, presidente della Commissione alle Finanze del Senato. Il talento nell’improvvisare, i primi soccorsi e la solidarieta’ della prima ora degenerano in spedizioni criminali con a capo politici corrotti.

Le somiglianze tra il terremoto di oggi e quello di San Giuliano di Puglia nel 2002 sono grandi. Silvio Berlusconi era premier anche allora. Anche allora egli si affretto’ a presentarsi sul luogo del disastro e fare grandi promesse. Davanti alle telecamere ed ai giornalisti di tutto il mondo garanti’ che entro 24 mesi sarebbero stati consegnati agli abitanti appartamenti nuovi, innovativi e costruiti con le tecniche piu’ moderne.

Nella baraccopoli del villaggio 550 persone aspettano le case da piu’ di sei anni. Ma Antonietta non vuole sentire una parola di critica a Berlusconi. Ci aiuta a sistemare la nostra casa. Votavo per lui prima e continuero’ a farlo.

Recenti sondaggi mostrano che anche il terremoto di settimana scorsa ha portato vantaggi a Berlusconi. Quasi tre quarti degli italiani lo sostengono. Il premier si e’ mostrato commosso, ha pianto con i sopravvissuti ed e’ andato ben cinque volte nella zona del disastro per promettere che nessuno verra’ lasciato indietro.

E di fatto Antonietta non si sente lasciata indietro. Ricevera’ una casa ricostruita completamente dalle fondamenta. Quasi tutte le case di San Giuliano, anche quelle a malapena danneggiate, sono state demolite e verranno ricostruite piu’ grandi e piu’ belle. Ad Antonietta sono stati riconosciuti 300.000 euro per la ricostruzione del suo appartamento. I soldi vengono gestiti dal sindaco Luigi Barbieri.

Nel suo ufficio all’interno del comune di emergenza fatto di legno, vigila una statua di bronzo a grandezza naturale di Padre Pio, il venerato prete originario del vicino San Giovanni Rotondo, con il bambino Gesu’ in braccio. Il potente politico racconta orgoglioso tutto quello che e’ riuscito a fare per i suoi concittadini.

Barbieri riassume: avremo una piscina olimpionica, una facolta’ di geofisica dell’universita’, una casa di riposo, un campo di pannelli solari, un museo. Tutte cose che non c’erano prima del terremoto. La scuola dove adesso vanno i bambini e’ un capolavoro architettonico ed e’ la piu’ sicura d’Italia. Berlusconi ha inaugurato personalmente l’edificio lo scorso settembre.

In giugno ci saranno di nuovo le elezioni comunali, dice Barbieri. Egli si aspetta di essere premiato per il suo impegno. Gli abitanti raccontano come il sindaco passi efficacemente da un colore politico all’altro pur di mantenere la sua posizione di potere. Dapprima era un noto simpatizzante di Antonio di Pietro, il magistrato che attacco’ la corruzione nella politica italiana all’inizio degli anni ‘90 e che poi crebbe politicamente fino a diventare il principale oppositore di Berlusconi. Adesso Barbieri e’ noto come seguace di Berlusconi, anche se egli nega: Io mi presento con una lista civica indipendente.

Ciononostante si vanta di aver portato a San Giuliano, grazie ai suoi contatti diretti con Roma, 240 milioni di euro – un terzo di tutti i fondi per l’intera zona – per farne un paese modello. Siamo stati piu’ incisivi di gran parte degli altri sindaci nei comuni confinanti, dice Barbieri.

A meno di un chilometro da San Giuliano, a Colletorto, dilaga la gelosia. Qui 50 case sono state danneggiate pesantemente, contro le 150 di San Giuliano. Ma Colletorto ha ricevuto a malapena 30 milioni di euro. La ricostruzione non e’ iniziata che l’anno passato. Le case sul corso centrale sono nascoste dalle impalcature. La scuola e’ rimasta vuota dopo il disastro, niente e’ stato intrapreso. I bambini usano un edificio di emergenza.

La fortuna di San Giuliano e’ che li’ i bambini sono morti all’interno della scuola, dice Gino. Per questo motivo tutta l’attenzione e’ andata a San Giuliano, Berlusconi e’ andato li’ ed ha fatto le sue promesse davanti alle telecamere. Che gli abitanti di San Giuliano non parlino volentieri del terremoto con i giornalisti e’ ovvio, dicono a Colletorto. Ne hanno tutti da guadagnare. Chi critica, poi magari non riceve la casa nuova.

Sembra che criticare in tempo di emergenza sia inappropriato e pericoloso, anche a livello nazionale. Un fumettista, che la scorsa settimana aveva disegnato Berlusconi come l’imperatore Nerone, e’ stato licenziato dal nuovo presidente della Rai, Mauro Masi, recentemente nominato dal governo Berlusconi. Una trasmissione del giornalista Michele Santoro, che ha fatto le pulci alla Protezione Civile nel suo programma televisivo Anno Zero, e’ stata additata come inappropriata da Berlusconi. Alle emittenti pubbliche non e’ permesso comportarsi cosi’, secondo il premier. Anno Zero deve fare una edizione riparatrice.

Anche il giornale locale della regione Molise, Nuovo Molise, e’ stato denunciato dopo essersi pronunciato criticamente sulla ricostruzione dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia. Nuovo Molise aveva rivolto le sue frecciate al presidente della regione, Michele Iorio, compagno di partito di Berlusconi. Iorio era stato nominato commissario speciale per la ricostruzione dell’intero territorio colpito. La prima cosa che fece fu allargare sulla carta il territorio colpito: da quattordici comuni a piu’ di novanta.

I circa 500 milioni di euro rimasti dopo il finanziamento della ricostruzione di San Giuliano sono stati spartiti tra gli altri paesi e citta’. Ne e’ rimasto troppo poco per aiutare gli altri paesi che erano stati colpiti veramente. Iorio e’ stato accusato di aver utilizzato il denaro della ricostruzione per allargare la propria base politica e quella del partito di Berlusconi.

Tutto e’ politica qui, dicono gli uomini di Colletorto davanti ad un bar Köln sistemato in un container. Adileo Barone mostra una casa in via di ricostruzione. E’ quella del farmacista. Non era danneggiata gravemente, ma viene ora demolita dall’interno e ricostruita. La casa a fianco era un caso piu’ grave, ma appartiene ad un contadino. I lavori sono fermi.

Perche’ non si protesta? Barone ride: con chi? contro chi? Le promesse volano nel vento. Cosi’ e’ e cosi’ rimarra’. L’ex sindaco del paese ha rifatto ed ampliato la propria casa. Anche quella del sindaco di San Giuliano e’ lievitata come il pane durante la ricostruzione. Cosi’ funziona la democrazia qui.

Paura della mafia

Il procuratore italiano antimafia, Pietro Grasso, ha messo in allarme contro possibili infiltrazioni mafiose nella ricostruzione in Abruzzo. Le esperienze passate, soprattutto in Irpinia vicino a Napoli, dovrebbero spingerci a maggiore trasparenza nelle procedure di risarcimento, ha detto Grasso. Assicuro a tutti che faremo in modo che la criminalita’ organizzata stia lontana dalla ricostruzione, ha detto anche il Ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Roberto Saviano, l’autore del libro Gomorra, ha lanciato un allarme simile. Egli teme che le imprese edili della camorra napoletana inonderanno l’Abruzzo. Dopo il terremoto in Irpinia, la camorra infiltro’ a tutto campo la ricostruzione. Miliardi destinati alla ricostruzione di case, aziende e edifici pubblici sparirono senza che nulla venisse costruito. Ancora oggi migliaia di persone che persero la casa vivono in baracche provvisorie.

CONTINUIAMO A LAVORARE con serietà

11 giugno 2009

Dalla lista anticapitalista e comunista al progetto politico di aggregazione della sinistra di alternativa.

mercoledì 10 giugno 2009

INCONTRO TRA RIFONDAZIONE COMUNISTA – PDCI – SOCIALISMO 2000

Nota stampa dell’ufficio stampa del Prc-Pdci-Socialismo 2000

Nella riunione si è deciso di rendere stabile il coordinamento, confermando la volontà di proseguire il lavoro comune che ha dato vita alla lista: l’obiettivo è la costruzione di un polo politico dei comunisti e della sinistra, rivolto a tutte le culture critiche, autonomo dal Partito Democratico, che abbia al centro l’estensione dei diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente, la pace, la democrazia e quindi l’opposizione intransigente alle politiche del governo Berlusconi e della Confindustria. Nei prossimi giorni si terranno incontri con esponenti di forze politiche, culturali e sociali per verificare la possibilità di allargare l’esperienza della lista anticapitalista e comunista al fine di dar vita ad un processo di aggregazione della sinistra di alternativa. 

Anche in Europa  costruiamo un Coordinamento Europeo, tra le compagne e i compagni del PRC/SE, del PdCI, di Socialismo 2000, e tra chiunque altro/a, iscritto/a o simpatizzante,  condivida i principi, i contenuti e gli obiettivi di tale Coordinamento.


Splendido ritratto

9 giugno 2009

Le avventure del “Cavaliere

Non so se Silvio Berlusconi merita l’appellativo. Di fatto è un uomo che cavalca con destrezza le pianure del potere economico e mediatico dell’Italia. Se non cavalcasse sulla propria economia e sui propri mezzi di comunicazione non sarebbe il cavallerizzo altezzoso e mondano a capo di un governo.

Con gli scandali che ha provocato è credenza comune che Berlusconi sia abile nel cavalcare il potere politico così come gli “oscuri oggetti” dei suoi desideri, cosa che non si può rimproverare a nessun settantenne. Risulta però patetico quando tutto ciò coinvolge “ giovinette” cadute nelle reti tese “galantemente” dall’ascendente erotico del potere.

Poco m’importa di ciò che “il Cavaliere” fa della sua vita privata. Mi preoccupa di più ciò che fa con la democrazia italiana. È la prima d’Europa stregata da una figura mediatica. Se non fosse immensamente ricco e padrone di potenti mezzi di comunicazione, Berlusconi probabilmente non sarebbe Primo Ministro.

A causa di un immaginabile spostamento del vecchio capitale familiare al capitale monopolistico, Berlusconi divenne proprietario della casa editrice Einaudi. Grazie allo sdegnoso narcisismo di alcuni imprenditori, il proprietario della casa editrice ha appena ordinato ai suoi dipendenti di non pubblicare un libro di José Saramago nel quale il portoghese scrive cose molto dure e sconvenienti su Berlusconi.

Ma cosa ha rappresentato la casa editrice Einaudi? Fu, insieme a Feltrinelli, una delle case editrici storiche d’Italia e d’Europa. Giulio Einaudi (1912-1999), fondatore della prima, fu un grande intellettuale antifascista e un democratico convinto del dopoguerra. Se si vuole ricordare quell’epoca, suggerisco di leggere “Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia”, il magistrale romanzo allegorico di Sciascia.

Durante più di mezzo secolo, Einaudi ha pubblicato i grandi scrittori contemporanei d’Italia e d’Europa. Fu intimo amico, tra gli altri, di Cesare Pavese, Leonardo Sciascia, Italo Calvino, Dino Buzzati, Giorgio Bassani, Natalia Ginsburg, Alberto Moravia y Norberto Bobbio.

Il denaro è una rondine errante che si incastra tra i rami di qualsiasi albero. Rondine o avvoltoio, preferisce gli alberi che hanno la radice velenosa. E il veleno più letale del denaro è il monopolio e la sua forza pervasiva. Questo spiega perché la grande casa editrice è finita nelle mani di un “analfabeta funzionale” immensamente furbo nel maneggiare la sua fortuna e la sua immagine mondana.

Dal democratico e coltissimo Giulio Einaudi all’opulento imprenditore-statista-censore Silvio Berlusconi. Questo è il ritratto dell’Italia di oggi. L’approssimativa industria dell’informazione e dell’intrattenimento a volte miete vittime. E la vittima questa volta è stata Saramago. E non sarà l’ultima visto che l’ideologia, la cultura ed i suoi valori contano poco nell’inventario delle utilità.

Il declino del fertile umanesimo del dopoguerra europeo coincide con l’avvento del culto dell’immagine e con l’idea della politica intesa come star system. E ancora: non bastava la pressione che il capitale esercitava sui governi. Il capitale ha fatto il passo successivo ed è diventato governo, misurando la democrazia con il rating di un reality.

Gli stati moderni hanno decretato da più di due secoli il sacrosanto diritto alla libertà di pensiero e di stampa. Perché un uomo potente che governa uno stato moderno, fa censurare uno scrittore celebre? Forse perché lo scrittore non sta parlando delle fortezze artificiali di quelli che incarnano il potere, ma piuttosto delle loro debolezze e bassezze.

[Articolo originale “Las aventuras de ‘Il Cavaliere'” di Óscar Collazos]

RISVEGLIO

4 giugno 2009

Berlusconi

Roma, 3 giu. – La procura ha iscritto Silvio Berlusconi sul registro degli indagati per abuso d’ufficio in relazione all’uso improprio dei voli di Stato di cui si sarebbero serviti amici e ospiti del premier per raggiungere la sua residenza in Sardegna, Villa Certosa. Secondo fonti giudiziarie, l’iscrizione e’ un atto dovuto legato alla presentazione della denuncia del Codacons. I magistrati, pero’, sembrano orientati a chiedere l’archiviazione del fascicolo al tribunale dei ministri, competente a indagare. CHISSÀ PERCHÈ???

MENTRE

Intervista di Berlusconi ‘manipolata’ per la TV

Roma – L’emittente pubblica italiana RAI oggi ha superato se stessa nel sottomettersi al premier Berlusconi.
I giornalisti della RAI di solito tremano all’idea di porre al premier domande che non gli aggradano.
Per questo motivo, nel corso delle ultime settimane, i telegiornali hanno trattato la notizia della presunta relazione di Berlusconi con una minorenne con la massima prudenza, notizia che ha invece causato forti polemiche sui giornali.
Per contro, è stato dato molto spazio a un’ intervista della CNN a Berlusconi, nel corso della quale il premier sostiene, senza contradditorio, che tutte le voci che circolano sono fondate unicamente su calunnie della sinistra.
Le emittenti di Berlusconi ne hanno trasmesso lunghi spezzoni, ma sia il primo che il terzo canale della RAI hanno fatto ancora di meglio, trasmettendo una versione ‘manipolata’ dell’intervista della CNN.
Nelle immagini che hanno utilizzato infatti si vede, alla sinistra del premier, il simbolo elettorale del suo partito: un cerchio con la scritta BERLUSCONI PRESIDENTE. Nel fimato della CNN non c’era, ma la RAI lo ha aggiunto sovrapponendo alle parole dette dal premier all’emittente americana le immagini di un’intervista dell’emittente commerciale italiana Videolina. Il proprietario di Videolina, un fan di Berlusconi, ha aggiunto il logo del partito al filmato, che ha poi passato alla RAI. Usando quelle immagini, anche la RAI ha trasformato l’intervista con la CNN in uno spot elettorale per Berlusconi.
Anche al cinema si lavora per la campagna elettorale. Nel film Una notte al Museo 2, da poco nelle sale, il protagonista Ben Stiller incontra un Napoleone, che gli racconta che in Italia circola un suo discendente, un tempo “cantante su una nave, e che a certi piace molto”. Nella versione doppiata in Italiano, la frase è diventata: “che piace molto a tutti”.

[Articolo originale “Interview Berlusconi ‘bewerkt’ voor tv” di Aart Heering]

 

CARO CITTADINO ITALIANO,

TU CREDI CHE L’UOMO PIÙ RICCO D’ITALIA(TRA I PIÙ RICCHI IN EUROPA), L’UOMO CHE HA IN MANO LE TELEVISIONI, L’UOMO CHE  HA IN MANO IL GOVERNO, CREDI POSSA ESSERE VITTIMA  DEL SISTEMA O FORSE TI STA PRENDENDO IN GIRO ? HA TUTTI I MEZZI PER FARLO.

PERSINO, HA I MEZZI PER FARE LEGGI SU MISURA!!!!!!!

E DAVVERO CREDI CHE TUTTA LA STAMPA E L’OPINIONE PUBBLICA EUROPEA NON SIA AFFIDABILE ? O FORSE , SEMPLICEMENTE IL POTERE DEL “CAVALIERE” NON È TANTO ESTESO E RADICATO FUORI DAGLI ITALICI CONFINI?

FORSE, È ARRIVATO IL MOMENTO DI SVEGLIARSI DAL “SOGNO BERLUSCONI”?

 


The Prime Minister and the Press | Top Documentary Films

29 maggio 2009
Clicca sul link qui sotto e guarda il documentario Prime Minister and the Press, realizzato nel 2003 dalla televisione americana PBS e mai trasmesso in Italia.

Clicca sul link qui sotto e guarda il documentario Prime Minister and the Press, realizzato nel 2003 dalla televisione americana PBS e mai trasmesso in Italia.

The Prime Minister and the Press | Top Documentary Films

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FINANCIAL TIMES : IL VECCHIO BURLONE

28 maggio 2009

Il presidente del consiglio italiano

La funesta influenza del vecchio burlone

[Financial Times]

[Editoriale]

Il fascismo non è un probabile futuro per l’Italia. Vale la pena dirlo, perché cosí é stato previsto. Molti ritengono che la crisi finanziaria sommata a Silvio Berlusconi dia come risultato un ritorno al fascismo. Dopo tutto, era iniziato cosí.

Ma questo è un risultato improbabile, attualmente. L’Italia dei primi anni ‘20, quando Benito Mussolini salí al potere, era in ginocchio per la rovinosa vittoria pirrica del 1918 sugli austriaci, per il degrado della classe politica e per la crescente minaccia del totalitarismo di sinistra. Berlusconi non è sicuramente Mussolini: ha squadre di showgirls, non di camicie nere.

I veri pericoli si trovano altrove. Nel corso dei 15 anni della sua carriera politica – sempre come Presidente del Consiglio o come capo del partito di opposizione – ha avuto carta bianca per spostare il sentimento nazionale a destra. Non lo ha fatto tramite propaganda diretta, bensí concentrandosi costantemente su ostentazione, lustrini e ragazze e su una retorica esagerata, gestita dai mezzi di comunicazione, che considera comunista l’opposizione e vede se stesso come una vittima.

Ora che gli vengono poste domande spinose – inizialmente, dalla moglie – sul suo rapporto con un’adolescente aspirante showgirl, se l’è presa con la fonte più ostinata di domande, il quotidiano di centro-sinistra La Repubblica, ha rilasciato una velata minaccia tramite un collega e ha cercato di far apparire illegittime le domande perché politicamente di parte.

Ha mostrato una pari belligeranza nei confronti dei magistrati che avevano giudicato corrotto l’avvocato britannico David Mills (per evitare accuse di corruzione) – chiamandoli “attivisti di sinistra” – anche se il Parlamento lo ha reso immune da procedimenti penali.

Ancora insoddisfatto, pur avendo un Parlamento cosí servizievole, lo ha definito “inutile” e ha dichiarato che dovrebbe essere drasticamente ridotto a 100 membri, mentre i suoi poteri dovrebbero aumentare. Ha cercato di smuovere le masse in suo favore, sostenendo una “iniziativa popolare” per raccogliere le 500.000 firme necessarie per il provvedimento.

Ma il pericolo di Berlusconi è diverso da quello di Mussolini. Si tratta dello svuotamento attraverso i media dei contenuti seri della politica, rimpiazzandoli con l’intrattenimento. Si tratta di una spietata demonizzazione dei nemici e del rifiuto di concedere basi indipendenti ai poteri concorrenti. Si tratta di mettere la ricchezza a servizio della creazione di una immagine potente, composta di continue affermazioni di successo e di sostegno popolare.

Che egli sia così potente è in parte colpa di una sinistra incerta, di istituzioni deboli e talvolta politicizzate, e del giornalismo, che ha troppo spesso accettato un ruolo subalterno. Ma sopratutto è colpa di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non fascista, ma pericoloso, in primo luogo in Italia, e un esempio negativo per tutti.

[Articolo originale “Baleful influence of Burlesque cronies “]