Archive for the ‘Attivare’ Category

Salvi: lo Statuto dei Lavoratori, 40 anni dopo

24 maggio 2010

Pubblichiamo l’articolo di Cesare Salvi apparso su “Liberazione” del 20 maggio 2010

L’approvazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori fu una delle conquiste più importanti di una stagione della storia italiana segnata da un grande avanzamento della democrazia e dei diritti, all’insegna dell’attuazione della Costituzione. L’allargamento degli strumenti della partecipazione democratica, a cominciare dall’istituzione del referendum, le leggi sul divorzio e sull’interruzione della gravidanza, il nuovo diritto di famiglia, la tutela più avanzata dei diritti sociali all’istruzione (con la scuola media unificata) alla salute (con la creazione del servizio sanitario nazionale) alle pensioni (con il superamento del sistema delle mutue), caratterizzarono quella fase.

Otteneva così risultati significativi il movimento di mobilitazione di massa degli anni precedenti (l’autunno caldo, il ‘68), che reclamava insieme giustizia sociale e il superamento, nello stato come nella società, di logiche autoritarie, gerarchiche e patriarcali.

Lo Statuto dei lavoratori portò a compimento un’innovazione epocale: l’introduzione nell’ordinamento giuridico del principio che il lavoro non è una merce da scambiare “liberamente” sul mercato, ma un diritto, anzi il più fondamentale dei diritti, come aveva proclamato la Carta del ‘48. Un diritto: e per questo l’art. 18, sottraendo il licenziamento dalla logica della libertà contrattuale formalmente paritaria propria del codice civile, è rimasto per 40 anni l’emblema di tutti i diritti del mondo del lavoro.

Visto in uno scenario più ampio, lo Statuto dei lavoratori, e le altre conquiste democratiche e sociali di quella fase, furono per l’Italia il punto culminante di quella che Eric Hobsbawam ha definito “l’età dell’oro” dell’Occidente. Ma negli stessi anni inizia la controffensiva conservatrice e neoliberista. Presentata all’insegna della modernità, essa rappresenta in realtà il ritorno all’ideologia ottocentesca della società di mercato e del laissez-faire.

La tesi di fondo è che il mercato si autoregola e produce benessere per tutti, lo stato deve ritrarsi per consentire al libero gioco delle forze economiche di svolgere la propria naturale funzione, i beni comuni (dalla proprietà pubblica dei beni produttivi, ai diritti sociali, alle cose comuni a tutti) vanno ricondotti alla logica dell’appropriazione privata.
Inizia quel processo di privatizzazione e deregolazione globale che si svilupperà nei decenni successivi. Per il mondo del lavoro la parola d’ordine diventa non diritti, ma mercato del lavoro, non stabilità ma flessibilità, cioè precarietà. Il neoliberismo dominante produce un aumento mostruoso delle disuguaglianze di reddito e di potere a danno dei lavoratori. Il presidente e l’amministratore delegato della FIAT hanno oggi una retribuzione annua di oltre 5 milioni di euro ciascuno!

A partire dal 2007, il neoliberismo conduce la società globale ad una crisi profondissima. Ma non è affatto morto. La crisi viene affrontata secondo la logica del sostegno pubblico a coloro che l’hanno prodotta, finanziato da una nuova riduzione dei diritti e del reddito dei lavoratori.

E’ aperta la campagna, sui grandi giornali nazionali e internazionali, per eliminare quello che è rimasto del modello sociale europeo; anche in Italia si preparano nuove misure a danno come al solito dei lavoratori, del loro reddito, dei loro diritti.

Non è affatto un caso allora che lo Statuto dei lavoratori torni sotto attacco, a partire dalla sua norma simbolo, l’art. 18. Respinto da una grande mobilitazione popolare il tentativo di manometterlo operato dal secondo governo Berlusconi, nuovi attacchi più subdoli vengono portati con la legge sull’arbitrato e con le proposte sul cosiddetto contratto unico avanzate con determinazione da settori del P.D.. Per fortuna sembra che Pierluigi Bersani resista.

In questo quadro, i 40 anni dello Statuto dei lavoratori non sono un anniversario da celebrare, ma un richiamo alla mobilitazione e all’iniziativa politica e sociale per una risposta alla crisi che esca dai binari del neoliberismo e del monetarismo .

Ecco il grande compito della sinistra europea e italiana. Ma esiste oggi in Italia una sinistra all’altezza di questa sfida? Come diceva uno dei grandi protagonisti della storia italiana del ‘900, al pessimismo dell’intelligenza deve unirsi l’ottimismo della volontà. Questa sinistra bisogna costruirla, unendo le forze che condividono, aldilà delle sigle e delle denominazioni, la necessità di costruire, davanti alla crisi italiana (nella quale il degrado etico della vita pubblica e lo svuotamento della democrazia accentuano la gravità della situazione economica e sociale) un’alternativa, un altro progetto, un’altra idea della società, che riparta dalla centralità del lavoro e dei lavoratori.

La Federazione della Sinistra (che dobbiamo costruire a partire dal congresso fondativo, perché ancora non c’è, se non nelle intenzioni) intende concorrere a questa grande funzione storica e nazionale. Sappiamo che i problemi sono molti, al nostro interno e nel rapporto con il Paese.

Operiamo in controtendenza. Ma non ci sono altre strade per chi ancora crede negli ideali e nelle ragioni di un cambiamento profondo della società in cui viviamo. Mentre con la partecipazione diretta delle compagne e dei compagni, aperta a chi non aderisce alle forze promotrici, costruiamo la Federazione, dobbiamo fare del congresso un’occasione per ricominciare a tessere la tela del rapporto con i lavoratori, operare per una più ampia unità rivolta a tutte le forze della sinistra disponibili a battaglie comuni, creare le condizioni per la coalizione democratica che ci liberi dal governo Berlusconi-Bossi. E rendere così possibile che i prossimi anniversari dello Statuto siano scanditi all’insegna della progressiva ripresa dei diritti, del reddito, del potere del mondo del lavoro.

(Cesare Salvi)

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IMPORTANTE MESSAGGIO POLITICO

20 maggio 2010

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: CESARE SALVI ELETTO NUOVO PORTAVOCE

“Creare le condizioni per una coalizione democratica”

Il Consiglio nazionale della Federazione della Sinistra ha eletto Cesare Salvi nuovo portavoce della Federazione, che riunisce Rifondazione comunista, Pdci, Socialismo2000, Lavoro e solidarietà e associazioni della sinistra. Salvi succede nel ruolo a Paolo Ferrero, secondo il criterio di rotazione deciso lo scorso dicembre dall’assemblea costituente della Federazione. 

“E’ necessario costruire un’alternativa,  un’altra idea della società, che riparta dalla centralità del lavoro e dei  lavoratori”, ha dichiarato Salvi. “La Federazione della Sinistra intende concorrere a questa grande funzione storica e nazionale. Non ci sono altre strade per chi ancora crede negli ideali e nelle ragioni di un cambiamento profondo della società. Dobbiamo operare per una più ampia unità rivolta a tutte le forze della sinistra disponibili a battaglie comuni,  dobbiamo creare le condizioni per una coalizione democratica che ci liberi dal governo Berlusconi-Bossi”.

Roma 19 maggio 2010

La “Nave dei diritti” fará rotta verso Genova

8 maggio 2010

leggi articolo originale su Públic          

Lo sbarco’ ed AltraItalia sono iniziative di italiani di Barcellona per combattere la situazione del loro paese

Nel 1861 Garibaldi, l’eroe italiano per eccellenza, partì da vicino Genova con mille volontari diretti verso la Sicilia dei Borboni per liberare un Sud ancora da costruire. Il 25 giugno prossimo un migliaio di persone (per lo più italiani che vivono a Barcellona, ma anche un nutrito gruppo di catalani e di cittadini di altre nazionalità) salperanno da Barcellona diretti a Genova in un’azione simbolica, culturale, festosa, e soprattutto rivendicativa. Sarà la nave dei diritti, un’iniziativa denominata “Lo Sbarco” ideata da un gruppo di italiani che vivono a Barcellona, preoccupati di quanto sta accadendo nel loro paese.

Sarà un grido di aiuto e di solidarietà. “Il razzismo è in crescita, così come la prepotenza, l’arroganza, l’oppressione, gli affari sporchi, la cultura mafiosa… Cresce la cultura del favore, del disinteresse verso il bene comune, della competizione per i soldi, dell’interesse privato in tutti i sensi”.
La traversata sarà una festa con musica e attività di ogni genere. A Genova, gli italiani “di dentro” li riceveranno in cinque aree tematiche: lavoro, casa, istruzione, sanità e ambiente, diritti civili e cittadinanza. Centinaia di persone hanno aderito a “Lo Sbarco”. I premi Nobel Dario Fo e José Saramago, lo scrittore Antonio Tabucchi e il musicista Franco Battiato sono solo alcuni dei nomi conosciuti. Tutti sono d’accordo sul “costruire ponti e non muri” e sono decisi a non arrendersi: “Non siamo un partito politico, non siamo una fondazione, non alziamo bandiere, tanto meno bianche”.

Fuga di cuori

Simile a “Lo Sbarco” è stata creata un anno fa, sempre a Barcellona, “AltraItalia”, un’associazione con un migliaio di sostenitori a carattere più politico, per contribuire con nuove forze, idee e forme di mobilitazione al dibattito politico, sociale e culturale che si vive in Italia. L’obiettivo di “AltraItalia” è riportare l’etica al centro del linguaggio politico. Gli organizzatori considerano cha la situazione politica, sociale, culturale e morale dell’Italia sia alla base del fenomeno della fuga di cuori (oltre che di cervelli) che minaccia molti giovani italiani. L’Italia è, secondo loro, il caso patologicamente più grave di un malessere che interessa tutte le società occidentali. Di fronte al “grave deficit di democrazia” offrono uno strumento di discussione viva e di partecipazione che oggi “le organizzazioni tradizionali non forniscono”. Per “AltraItalia”, che si colloca nella tradizione della sinistra italiana, la crisi globale è un aspetto strutturale e non congiunturale del capitalismo. L’associazione si batte contro la criminalità organizzata, la violenza di genere, la cultura della paura e il patriottismo fondamentalista. Contro la gerontocrazia e la mancanza di trasparenza. Contro la privatizzazione della cultura, dell’ informazione, dell’istruzione e della sanità.

Per maggiori informazioni:
“Lo sbarco” e “AltraItalia”
www.losbarco.org
www.altraitaliabcn.org

LO SBARCO

7 maggio 2010

SOSTENUTO, TRA GLI ALTRI, DA :

ROBERTO SCARPINATO, LUIGI DE MAGISTRIS, HAIDI GIULIANI, ERRI DE LUCA, FRANCO BATTIATO, DON ANDREA GALLO, LELLA COSTA, MONI OVADIA, GIANNI BARBACETTO, EMILIO MOLINARI, I NO TAV, VITTORIO AGNOLETTO, PAOLO FRESU, BEPPE GRILLO, CLAUDIO CANOVA, DARIO FO,  SCIOPERO IMMIGRATI, PLINIO SAMPAIO, LAURA BALDO, SANDRO CERINO, GHERARDO COLOMBO, JOSE SARAMAGO, ASSOCIAZIONE NAGA, LAURA CURINO, IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA MAFIA, RETE SCUOLA SENZA PERMESSO, GIANNI CANOVA, VITTORIO VIVIANI, OTTAVIA PICCOLO, ROBERTO VECCHIONI, GENEVIEVE MAKAPING STEFANO RODOTA, ROSA CAÑADELL, FRANCESCO GESUALDI, MARCO ROVELLI,  MODOU GUEYE, PIERO RICCA …

LO SBARCO

Da Barcellona parte la nave dei diritti.

Un gruppo di italiani di coraggio hanno preso l’iniziativa.  Le notizie che giungono dalla democrazia Italia sono sempre più desolanti, quel che era uno stato di diritto si va via via trasformando in paese dei favori E NESSUN PARTITO POLITICO SEMBRA CAPACE DI FERMARE QUESTA TRAGICA DERIVA.

E LA NAVE VA : IL MANIFESTO

Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.

Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.

Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.

In Spagna,  negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.

Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.

Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.

E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.

Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova.

Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.

Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.

Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.

Creiamo ponti, non muri.

È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.

Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.

Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org

Scarica questo manifesto in pdf

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Campagna referendaria : l’acqua non si vende

7 maggio 2010


Primi due quesiti

Terzo quesito

Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche.

A partire dal sabato 24 aprile inizieremo la raccolta delle firme, in tre mesi dovremo arrivare almeno a quota 500.000 per poter richiedere i referendum. I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il territorio nazionale.

I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.

Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.

Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.

Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.

Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.

Per conservarlo per le future generazioni.

“La questione morale, cancro che erode la democrazia”

24 marzo 2010

Pubblichiamo una sintesi dell’intervento che Cesare Salvi, presidente di Socialismo 2000, ha fatto nel corso dell’iniziativa “Per una nuova etica pubblica, contro il degrado Lombardo” organizzato mercoledì  17 marzo 2010 dalla Federazione della Sinistra di Milano, presso la sala Guicciardini.

Enrico Berlinguer aveva compreso che la questione morale è un cancro che erode la democrazia, non solo un problema di codice penale. Negli anni ‘80 la questione morale riguardava soprattutto i partiti nazionali; oggi il fenomeno si è diffuso e gli ultimi casi (purtroppo non c’è che l’imbarazzo della scelta) dimostrano che la corruzione riguarda a livello centrale prevalentemente l’alta burocrazia, a livello locale, nelle regioni e nelle città, investe direttamente amministratori, presidenti di regione, sindaci ed assessori. La regione principale risiede nei guasti profondi determinati dalle riforme istituzionali e amministrative introdotto nel periodo della seconda repubblica. Queste riforme sono state condotte all’insegna di una ideologia caratterizzata dal neoliberismo, con il connesso rifiuto delle regole, dal presidenzialismo, per il quale il potere si deve concentrare a tutti i livelli nell’”eletto dal popolo” (riducendo al minimo il ruolo delle assemblee e prevedendo parallelamente spoil system, incarichi, consulenze e creazioni di società miste), in un malinteso federalismo, che ha eliminato ogni genere di controllo. Il risultato è che oggi l’unica forma di controllo è quella affidata al processo penale. Ciò determina un corrompimento della politica: per usare la formula di Max Weber, prevalgono quelli che vivono di politica su quelli che vivono per la politica.
Il processo di smantellamento dei partiti tradizionali, delle loro storie e identità ha concorso a sradicare la politica dalla sua funzione alta, facendo prevalere la ricerca del potere ad ogni costo. L’impegno sulla questione morale è pertanto elemento centrale in una più vasta battaglia per il rinnovamento della politica e per riforme democratiche basate sulla trasparenza, sulla partecipazione dei cittadini, sul controllo da parte delle assemblee, su leggi elettorali che consentano il pluralismo della rappresentanza e valorizzino le identità politiche e ideali.
Purtroppo il fenomeno non riguarda solo il centrodestra; a maggior ragione, la Federazione della Sinistra deve caratterizzare su questo tema un impegno autonomo e forte.
Cesare Salvi

Altri articoli e notizie su    Socialismo 2000  

FdS Primo Consiglio Nazionale: referendum abrogativo legge 30, no alla privatizzazione delle acque

17 dicembre 2009

Sarà una grande campagna refendaria su alcuni elementi-chiave (battaglia per la pubblicizzazione dell’acqua, richiesta di abrogazione della legge 30, no al nucleare) a dare il via, da gennaio, alle battaglie sociali della neonata Federazione della Sinistra, patto federativo che ad oggi comprende Prc-Se, Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro e solidarietà ma che vuole aprirsi il più possibile a tutte le istanze sociali, sindacali e associative che oggi compongono l’area della sinistra alternativa del nostro Paese.

Lotta alla precarietà, dunque, attraverso la richiesta di abolizione della legge 30 e delle leggi ad essa collegata per restituire un futuro di lavoro stabile e sicuro alle nuove generazioni, lotta al programma di re-introduzione delle centrali nucleari che vuole impiantare in diverse regioni italiane il governo Berlusconi e lotta per la difesa dell’acqua ma anche della sanità e del welfare pubblico contro i tentativi di imporre una loro gestione privatistica.

Questi i punti-chiave della campagna politica e sociale della Federazione della Sinistra che, a partire da gennaio, raccoglierà le firme su questi tre fronti per dei referendum popolari.

La Federazione della Sinistra lancia anche un’appello a tutte le forze politiche e sociali presenti nel nostro Paese per unire le forze, in vista delle prossime elezioni Regionali, e per ricostruire, tramite un
processo aggregativo, una sinistra d’alternativa unitaria sulla quale possano convergere i voti e le aspettative di tutta la sinistra diffusa italiana.

Queste, in sintesi, le decisioni prese oggi dal primo Consiglio nazionale della neonata Federazione della Sinistra (Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro e solidarietà).

Il Consiglio nazionale della Federazione è composto da 70 membri ed ha anche eletto un coordinamento ristretto di 7 persone (così composto: Paolo Ferrero, Claudio Grassi, Rosa Rinaldi per il Prc, Alessandro Pignatiello e
Orazio Licandro per il Pdci, Cesare Salvi per Socialismo 200 e Gianpaolo Patta per Lavoro e solidarietà) e un portavoce nazionale, che per i primi tre mesi sarà il segretario del Prc Paolo Ferrero.

La rivoluzione viola

8 dicembre 2009

Sabato sono riusciti a riempire le piazze, riunire cuori speranze lotte, per salvare la nostra Democrazia ! Hanno lanciato l’ appello con il mezzo di comunicazione più economico e libero che ci sia. Il popolo, che da anni sopportava l’insopportabile, ha risposto.

Quel poderoso e intricato meccanismo di oppressione, che pareva non offrirci alcuna alternativa,  con un” clik” si è aperto, e ci ha fatto sapere che possiamo uscire, finalmete possiamo uscire.

Ma non si sono fermati , il secondo giorno compiono  il passo più rivoluzionario, capace di aprire una porta  blindata da anni. Da vent’anni.

Il lettore, lo spettatore, che riceve passivo inerte tutto quel che gli piove addosso dalla televisione e dai giornali, indignato pretende il ripetto dei prorpi diritti:

Migliaia di cittadini vogliono querelare per diffamazione Il Giornale

Migliaia di cittadini vogliono querelare per diffamazione Il Giornale

Migliaia di cittadini vogliono querelare per diffamazione Il Giornale

È RIVOLUZIONE

GRAZIE  RAGAZZI !!!


P.s Questo scritto non vuole essere un’analisi degli avvenimenti di questi giorni. Ci sarà tempo per studiare il fenomeno, sicuramente non è nato in un momento. Consapevole che tante  forze, tante volontà, tante lotte lo hanno reso possibile, gioisco del trionfo e racconto la storia di questi giorni così come mi piacerà leggerla nel prossimo futuro.

No Berlusconi-Day Barcelona.

7 dicembre 2009

Migliaia di cittadini Italiani sono scesi nelle piazze di tutto il mondo per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. 

A Barcellona è stato un evento straordinario.

(CLICCA SULLA FOTO PER VEDERE IL VIDEO)

2ooo cittadini italiani riuniti nel centro della città per festeggiare la ritrovata lotta comune, per chiedere  il rispetto dei fondamentali principi democratici del nostro paese.

In solo 4 ore  sono state raccolte 900 firme per l’appello di Roberto Saviano.

GRAZIE COMPAGNI E FRATELLI DI ALTRA ITALIA

5 DICEMBRE 2009 UNA GIORNATA MEMORABILE

7 dicembre 2009



Il popolo è sceso in piazza a Roma e in tutto il mondo per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi .

In Italia è scoppiata “la bomba atomica Spatuzza”, c’è chi auspica che il Governo possa reggere il colpo altrimenti a cadere sarà l’intero sistema.

L’intero sistema contro il quale sabato più di un miglione di cittadini italiani ha manifestato. Dal palco e della piazza  “Resistenza , Resistenza, Resistenza!!”

Nello stesso giorno si è costituita la Federazione della Sinistra, forza politica che DEVE dare voce a questo movimento di ribelione per la legalità e la democrazia nel nostro paese, DEVE occuparsi di temi fondamentali quali il diritto al lavoro ed a una vita degna, DEVE garantire libera informazione, DEVE impegnarsi per la salvaguardia  dei diritti delle donne e dei diritti civili, soprattutto DEVE lottare per liberarare il nostro paese da quei pochi poteri forti ed egemoni che lo tengono soggiogato.

Stiamo vivendo un momento nevralgico della storia italiana, ciò che sarà del nostro paese dipende anche da noi. Oggi siamo storia !