Archive for marzo 2010

“La questione morale, cancro che erode la democrazia”

24 marzo 2010

Pubblichiamo una sintesi dell’intervento che Cesare Salvi, presidente di Socialismo 2000, ha fatto nel corso dell’iniziativa “Per una nuova etica pubblica, contro il degrado Lombardo” organizzato mercoledì  17 marzo 2010 dalla Federazione della Sinistra di Milano, presso la sala Guicciardini.

Enrico Berlinguer aveva compreso che la questione morale è un cancro che erode la democrazia, non solo un problema di codice penale. Negli anni ‘80 la questione morale riguardava soprattutto i partiti nazionali; oggi il fenomeno si è diffuso e gli ultimi casi (purtroppo non c’è che l’imbarazzo della scelta) dimostrano che la corruzione riguarda a livello centrale prevalentemente l’alta burocrazia, a livello locale, nelle regioni e nelle città, investe direttamente amministratori, presidenti di regione, sindaci ed assessori. La regione principale risiede nei guasti profondi determinati dalle riforme istituzionali e amministrative introdotto nel periodo della seconda repubblica. Queste riforme sono state condotte all’insegna di una ideologia caratterizzata dal neoliberismo, con il connesso rifiuto delle regole, dal presidenzialismo, per il quale il potere si deve concentrare a tutti i livelli nell’”eletto dal popolo” (riducendo al minimo il ruolo delle assemblee e prevedendo parallelamente spoil system, incarichi, consulenze e creazioni di società miste), in un malinteso federalismo, che ha eliminato ogni genere di controllo. Il risultato è che oggi l’unica forma di controllo è quella affidata al processo penale. Ciò determina un corrompimento della politica: per usare la formula di Max Weber, prevalgono quelli che vivono di politica su quelli che vivono per la politica.
Il processo di smantellamento dei partiti tradizionali, delle loro storie e identità ha concorso a sradicare la politica dalla sua funzione alta, facendo prevalere la ricerca del potere ad ogni costo. L’impegno sulla questione morale è pertanto elemento centrale in una più vasta battaglia per il rinnovamento della politica e per riforme democratiche basate sulla trasparenza, sulla partecipazione dei cittadini, sul controllo da parte delle assemblee, su leggi elettorali che consentano il pluralismo della rappresentanza e valorizzino le identità politiche e ideali.
Purtroppo il fenomeno non riguarda solo il centrodestra; a maggior ragione, la Federazione della Sinistra deve caratterizzare su questo tema un impegno autonomo e forte.
Cesare Salvi

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Silvio Berlusconi intende cambiare la Costituzione per ottenere maggiori poteri

24 marzo 2010

[The Times]

Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, ha intenzione di indire un referendum per cambiare la costituzione in modo da ottenere maggiori poteri come “presidente direttamente eletto”.

Rivolgendosi ai sostenitori del proprio partito, il Popolo delle Libertà (PdL), durante una manifestazione tenutasi a Roma, Berlusconi ha dichiarato di progettare una “grande, grande, grande riforma” nei restanti tre anni del mandato. Il premier vuole riformare il sistema giudiziario che, secondo quanto denuncia, è a lui ostile, diminuire il numero dei parlamentari e senatori e indire elezioni dirette per il capo dello stato, a cui attribuire maggiori poteri.

Il presidente è attualmente eletto dal Parlamento e ha poteri limitati. Berlusconi non si proclama futuro candidato, ma la stampa italiana lascia presagire chiari segnali della sua forte convinzione populista. Il Premier pensa che il “popolo” lo sosterebbe nonostante le “bugie” diffuse dai “magistrati e dalla stampa”.

Gli esponenti del PdL hanno dichiarato che oltre un milione di persone hanno partecipato alla manifestazione di Roma, uniti dal motto “L’amore vince sempre sull’invidia e l’odio” direttamente dalla colonna sonora di Star Wars. Ma, secondo le stime della polizia, i manifestanti erano 150.000 – pochi rispetto alla folla accorsa alla manifestazione anti-berlusconiana organizzata dal centro-sinistra la settimana precedente.

Secondo recenti sondaggi i consensi nei confronti di Berlusconi sono scesi al 44% dal 62% di un anno e mezzo fa, quando venne eletto per il suo terzo mandato. La scorsa settimana il Presidente del Consiglio si è rivolto a una sala mezza vuota durante una manifestazione elettorale a Napoli.

La posizione di Berlusconi potrebbe subire un ulteriore duro colpo se gli elettori del centro-destra si astenessero dal voto nelle 13 regioni il prossimo fine settimana, dopo il pasticcio creato dal PdL per la registrazione dei candidati nella regione Lazio, sede della capitale. Non hanno, infatti, consegnato in tempo le liste perché i responsabili della consegna hanno ritardato per mangiare un panino. A questo si è aggiunta la questione della validità delle firme della lista del PdL nella regione nativa di Berlusconi, la Lombardia.

Inizialmente il Presidente del Consiglio si è rivolto ai suoi definendoli “idioti”, ma poi ha accusato la sinistra di essere l’artefice di “sporchi trucchi”. Pier Luigi Bersani, a capo del Partito democratico dell’opposizione, ha dichiarato che Berlusconi è sempre più “nervoso” perché “sa che la corrente sta girando”.

Renato Mannheimer, il maggiore studioso di dati statistici dell’Italia, ha affermato: “Gli elettori del centro-destra sono disorientati e hanno perso fiducia nei loro leader che considerano disorganizzati”.

I magistrati stanno indagando su Berlusconi per abuso di ufficio, in seguito alle intercettazioni telefoniche da cui è emerso il tentativo di imbavagliare le critiche diffuse dalle trasmissioni televisive e dai telegiornali non solo nelle sue reti “Mediaset” ma anche nei programmi RAI, la rete pubblica.

Alla manifestazione di Roma, fuori dalla Basilica di San Giovanni Laterano, Berlusconi ha dichiarato che “i giudici e i comunisti” hanno architettato “un’inchiesta sul nulla basandosi sulle intercettazioni di alcune mie telefonate”. “Volete delle intercettazioni su tutti e tutto? Volete essere spiati anche in casa vostra?” ha chiesto alla folla che ha risposto “No”. “Noi non andiamo spesso in strada ma è assolutamente necessario difenderci dagli attacchi della sinistra e dai suoi magistrati”, ha proclamato Berlusconi ai suoi sostenitori. “Siamo qui per difendere il nostro diritto al voto. Con voi, l’amore e la libertà vinceremo”.

I ministri e i candidati del PdL hanno partecipato alla manifestazione di Roma. Tuttavia, Gianfranco Fini, il Presidente della Camera e co-fondatore del partito – che ha preso le distanze dal Presidente del Consiglio ed è considerato più come suo avversario – non vi ha preso parte, dichiarando che i propri incarichi istituzionali glielo avevano impedito. Ha intenzione di lanciare un nuovo movimento a maggio, chiamato Generazione Italia.

[Articolo originale “Silvio Berlusconi to push for change to Italian constitution for greater powers” di Richard Owen]